Dati

Giappone, genitori tagliati fuori dalla vita del bambino con un messaggio dell’avvocato: solo il 4% a causa violenza domestica

Due studi ufficiali distinti citati nelle slide di Ishii Toshihiro

Le slide di Ishii Toshihiro collegano due fonti ufficiali giapponesi: lo studio MOJ sul divorzio consensuale, dove violenza domestica o abuso sui minori compare al 4,1% tra i motivi per non parlare prima della separazione, e il rapporto MHLW/CFA sulle famiglie monogenitoriali, dove tre voci restano intorno al 4%.

Nel dibattito giapponese sull’affidamento condiviso, la violenza domestica viene spesso usata come argomento politico per opporsi alla riforma. Ma i dati citati da fonti ufficiali giapponesi mostrano un quadro diverso: nei casi analizzati, la violenza domestica appare come un’eccezione, non come la regola.

Uno studio del Ministero della Giustizia sul divorzio consensuale mostra che, tra chi non aveva parlato con l’altro genitore prima della separazione, solo il 4,1% indica “violenza domestica o abuso sui minori” come motivo principale.

Un secondo rapporto, sulle famiglie monogenitoriali, conferma percentuali simili. Nei nuclei madre-figlio, la violenza domestica è indicata nel 4,4% dei casi come ragione per non raggiungere un accordo sull’assegno di mantenimento, nel 4,5% dei casi per non accordarsi sulle visite genitoriali e nel 3,3% dei casi come motivo per cui le visite non vengono effettuate.

Questi numeri non cancellano il problema della violenza domestica, che resta grave e va trattato con protezioni specifiche. Ma indicano che usarla come argomento generale contro l’affidamento condiviso rischia di trasformare una minoranza di casi in una regola politica.

Le slide e il post X di Ishii Toshihiro, consigliere locale di Tateyama e sostenitore della custodia condivisa, sono quindi da leggere come commento politico. Le fonti primarie restano i due studi ufficiali: il rapporto del Ministero della Giustizia e quello sulle famiglie monogenitoriali.

Chi è Ishii Toshihiro

Ishii Toshihiro (石井敏宏) è un consigliere locale della città di Tateyama, nella prefettura di Chiba, in carica da maggio 2011.

È nato nel febbraio 1972 e si è laureato in giurisprudenza alla Rikkyo University.

Dal maggio 2022 circa pubblica su X/Twitter interventi a favore della custodia condivisa.

Profilo X: @ishiitoshihiro.

Studio MOJ sul divorzio consensuale

4.1%

Tra chi non aveva parlato con l'altro genitore prima della separazione, solo il 4,1% indica violenza domestica o abuso sui minori come motivo principale.

p. 27
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Slide MOJ: 4,1%

Screenshot della slide condivisa da Ishii Toshihiro. La fonte indicata dalla slide è il PDF MOJ a pagina 27.

Slide di Ishii Toshihiro con tabella MOJ: violenza domestica o abuso sui minori al 4,1%.

Rapporto MHLW/CFA sulle famiglie monogenitoriali

4.4%

Nei nuclei familiari madre-figlio, solo nel 4,4% dei casi la violenza domestica è la ragione per non raggiungere un accordo sull'assegno di mantenimento.

p. 59
4.5%

Solo nel 4,5% dei casi la violenza domestica è il motivo per non raggiungere accordi sulle visite genitoriali.

p. 72
3.3%

Solo nel 3,3% dei casi la violenza domestica è il motivo per cui non viene effettuata la visita genitoriale.

p. 77
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Slide MHLW/CFA: circa 4%

Screenshot della slide condivisa da Ishii Toshihiro. La fonte indicata dalla slide è il rapporto MHLW/CFA sulle famiglie monogenitoriali.

Slide di Ishii Toshihiro sui dati MHLW: 4,4%, 4,5% e 3,3%.

Commento di Ishii Toshihiro

Nelle slide, Ishii Toshihiro commenta che le sottrazioni o gli allontanamenti del bambino dovrebbero essere vietati.

Sulla slide MHLW/CFA aggiunge che il Ministero non ha condotto un'indagine sui genitori separati, ma anche dalla prospettiva del genitore convivente la violenza domestica resta intorno al 4%. Secondo la sua interpretazione, questo dato non dovrebbe essere usato per giustificare il taglio dei contatti o per opporsi alla custodia condivisa.

Questo è commento dell'autore della presentazione, non una conclusione governativa.

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Attenzione

Questa pagina riporta dati di fonti esterne: possono esserci errori. Controlla sempre le fonti originali e valuta ogni dato in base alla loro affidabilità.