Che cosa cambia
La riforma del Codice civile giapponese, approvata nel 2024, è entrata in vigore il 1 aprile 2026. Per la prima volta nel sistema moderno giapponese, i genitori divorziati possono scegliere tra custodia esclusiva e custodia congiunta.
La pagina ufficiale del Ministero della Giustizia giapponese presenta la riforma come una revisione delle regole sulla cura dei figli dopo il divorzio, con attenzione a responsabilità genitoriale, custodia, mantenimento, contatti genitore-figlio, adozione e divisione patrimoniale.
Perché è importante
Fino a questa riforma, dopo il divorzio la custodia era attribuita a un solo genitore. Per molti genitori esclusi dalla vita quotidiana dei figli, e per molti casi internazionali, questo assetto è stato uno dei nodi più criticati del sistema giapponese.
La nuova legge riconosce almeno sul piano formale che la continuità del rapporto con entrambi i genitori può rientrare nell'interesse del minore. Questo è un cambio simbolico forte e allinea il Giappone più chiaramente al dibattito internazionale.
I punti ancora critici
La legge non risolve automaticamente il problema. Nei casi di disaccordo, la decisione passa al tribunale della famiglia. Restano quindi centrali la prassi giudiziaria, i tempi dei procedimenti, l'esecuzione delle decisioni e il modo in cui vengono valutati conflitto, violenza domestica e sicurezza.
Per questo la riforma deve essere osservata nei fatti: quante decisioni permetteranno contatti effettivi? Quanto saranno rapide? Quanto saranno eseguibili? La domanda non è se la parola "custodia congiunta" esista nel codice, ma se un bambino potrà davvero mantenere relazioni significative con entrambi i genitori.